Raiola: “La FIFA è come la Mafia: se ne parli male, muori”

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Mino Raiola non ha gradito la sospensione di un anno assegnatagli dalla FIFA e sfoga tutta la sua frustrazione in un’intervista rilasciata oggi ai microfoni di sportmagazine.knack.be.

“La FIFA è come la Mafia. Se ne parli male, muori. Puoi fare due cose: lottare contro la FIFA, questo è quello che ho fatto per anni. Con piccoli successi, perché sono l’unico che se n’è interessato. Avrei voluto cambiare la FIFA dall’interno. La prima cosa che avrei fatto è limitare a due mandati la presidenza, e fare in modo che tutti possano fare carriera a seconda della bravura. Ma questo non è possibile, perché distruggeresti il giocattolo degli incompetenti leader della FIFA. Quindi vai con l’opzione numero due: creare un nuovo sistema così che ci sia almeno una possibilità di scelta.

La FIFA è finita, il vecchio sistema è finito. Questo è inizio di una nuova era, noi siamo alla base. È tempo per una rivoluzione. La FIFA ha un buon numero di dirigenti in prigione, che non sono sospesi dall’associazione mondiale del calcio stessa.

Anni fa ho urlato che la FIFA è la mafia, mi hanno riso dietro. Intendevo dire: ha la stessa struttura e forma della mafia. È una famiglia corrotta, non violenta, ma molto opaca, focalizzata sull’accumulare potere e controllo con enormi conseguenze sul calcio. Dietro tutto c’è Gianni Infantino, mi hanno sospeso a livello mondiale e ora stiamo cercando il paese dove meglio “intervenire da dietro” nei confronti della FIFA. Mi hanno fatto male, ma anche dimostrato che quello che ho sempre pensato è vero.

Infantino vuole limitare gli agenti e iniziare una banca della FIFA in cui controllare i trasferimenti, ma è solo una tattica per fare bella figura con l’opinione pubblica e non turbare i grandi sponsor dietro la FIFA. Vogliono tornare al totalitarismo comunista, non rispettano le leggi vigenti e sono un monopolista corrotto, che è illegale. Per questo va consentito ad un altro sistema di co-esistere. Questo è il mio obiettivo, voglio aiutare a creare un calcio migliore e forzare tutti a pensare criticamente”.

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