Lo Special One non smette di mettersi nei guai: ora il collega italiano, detentore del record negativo, è vicinissimo
José Mourinho, lo Special One del calcio, continua a far parlare di sé. Vincente, carismatico, a volte controverso, ma ultimamente sembra aver sviluppato un’abilità particolare: quella di collezionare esoneri. L’ultimo colpo di scena arriva dal Fenerbahce, dove il portoghese è stato mandato via dopo che il club è stato eliminato ai playoff di Champions League, finendo in Europa League dopo una sconfitta contro il Benfica.
Mourinho l’ha presa con la solita filosofia, sostenendo che ha vinto la squadra più forte. Idee diverse, però, quelle della società: in un comunicato secco, è stata annunciata la separazione. “Ci separiamo da José Mourinho, che ha guidato la nostra prima squadra dalla stagione 2024-2025. Lo ringraziamo per il suo impegno e gli auguriamo il meglio per il futuro”. Fine di un’avventura, dunque, durata appena un anno e 62 partite.
Mourinho, che maledizione: Giampaolo sempre più vicino
Non è la prima volta che lo Special One esce di scena in malo modo: negli ultimi anni sembra aver perso quel tocco magico che lo rendeva intoccabile. E ora, con questo settimo licenziamento in carriera, il quarto di fila, si avvicina pericolosamente al primato di Marco Giampaolo, l’allenatore italiano noto per essere il re degli esoneri in Serie A.

Con nove esoneri in Serie A, detiene infatti il triste record che lo pone come tecnico più “licenziato” del campionato. La sua carriera è un susseguirsi di avventure brevi e intense, spesso interrotte da risultati deludenti o scelte societarie frettolose. L’ultimo? Al Lecce, proprio nel 2025, che ha decretato il suo primato.
Mourinho, dal canto suo, si sta avvicinando a questo record negativo: con sette esoneri, è a soli due passi da Giampaolo. È un confronto che fa sorridere, ma evidenzia come il calcio sia crudele con tutti, anche i più vincenti. Tutto è iniziato al Chelsea: nei primi anni a Londra, dal 2004 al 2007, ha vinto due Premier League, una FA Cup e una Coppa di Lega. Ma il 2007 è stato abbastanza negativo: ufficialmente una risoluzione consensuale a settembre, ma tutti sanno che si trattava di esonero.
Poi, il ritorno a Stamford Bridge nel 2013. Altra Premier vinta, ma la terza stagione è stata un disastro: risultati pessimi, squadra in basso classifica. Nel dicembre 2015, altro addio “consensuale”. Stessa storia al Real Madrid, dove ha lasciato con una separazione formale, ma sempre come esonero “nascosto”.
Al Manchester United, dal 2016 al 2018, ha conquistato Europa League e Coppa di Lega, prima dell’esonero nel dicembre 2018 per tensioni di spogliatoio. Il Tottenham? Sconfitte, eliminazioni dalle coppe e esonero nell’aprile 2021, prima della fine del campionato.
Alla Roma, dal 2021, ha fatto storia vincendo la Conference League al primo anno e conquistando una finale di Europa League, persa ai rigori contro il Siviglia, al secondo. Terzo anno? Esonerato a metà stagione, con la squadra nona. Ora, dopo il Fenerbahce, chissà dove andrà. Ma una cosa è certa: con sette esoneri (quattro di fila), è a un soffio da Giampaolo.