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Duvan Zapata, l’imprescindibile

Chissà se i tifosi del Napoli, tra un dolcetto o scherzetto e l’altro, sono riusciti a vedere la partita fra Udinese e Torino. Match non di prima fascia, ma capace di offrire 90 minuti divertenti ai numerosissimi tifosi della Dacia Arena, teatro all’avanguardia in terra friulana. Ma cosa c’entrano i partenopei? Semplice. Nel 4-3-3 di Sarri attualmente il ruolo di prima punta è una grana non da poco: se l’infortunio di Milik è un imprevedibile (con le pinze) incidente di percorso che ha stoppato momentaneamente il progetto azzurro, dall’altro lato il Napoli non si è tutelato a dovere. Perché diciamolo: Gabbiadini ad agosto, dopo essere stato offerto a molte squadre, è rimasto con coraggio a contendersi un posto di prima punta, conscio di essere una seconda (talvolta terza, visto il Mertens falso nueve) scelta. Un posto non suo. Gabbiadini si è dovuto adattare prima al ruolo, poi alle gerarchie. Ed è chiaro che senza molta fiducia il ragazzo abbia pagato pegno in termini di serenità e prestazioni.

La domanda dunque è: quanto farebbe comodo Duvan Zapata oggi in un tridente con Callejon e Insigne?

DUVAN ZAPATA E LA RINASCITA BIANCONERA

duvan-zapata-napoliDi imprescindibile a Udine va detto, c’è anche un certo Thereau, ieri al quarto gol in 3 gare di campionato. Più che per l’essere cinico in fase realizzativa, Delneri ne ha sottolineato l’importanza tattica in primis. Una caratteristica che condivide con Zapata. Due giocatori malleabili al cambio modulo in corso di gara (quello che è stato fatto ieri a inizio secondo tempo, con l’uscita di De Paul e Kums e l’ingresso di Perica e Hallfreddson).

Focalizziamoci sul colombiano in prestito dal Napoli. Dieci partite giocate su 11 e un mister nuovo che gli ha consegnato le chiavi dell’attacco. Zapata anche ieri sera ha fatto vedere la sua strapotenza fisica: prima Baselli, poi Benassi, passando per tutta la difesa, hanno provato a placare la corsa di un treno di quasi 85 kg. Tante le incursioni centrali, che tanto piacciono al giovane Duvan, capace di accelerare e aprirsi la strada verso la porta avversaria. Ecco però, il primo errore: il ragazzo dà l’anima, sempre, ma pecca un po’ di ingenuità. Dopo aver subito almeno 5 falli tattici, il primo giallo è arrivato a pochi istanti dalla fine del primo tempo (strattonata evidentissima di Moretti sulla trequarti granata). Zapata, sostanzialmente, non cade. Sta su, sgomita, anche nei raddoppi, e cerca di difendere la sfera. Nei primi 45 minuti, con un pizzico di furbizia, la difesa e il centrocampo granata potevano tingersi di giallo. Ma in questo errore sta il carattere del classe ’91: forza di resistere, voglia di lottare.


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TATTICISMI

Duttilità, dicevamo. Zapata è il terminale di un tridente, il compagno di reparto di una coppia d’attacco, un jolly offensivo che poche squadre possono permettersi. Con l’ingresso di Perica il ragazzo ha iniziato a giocare ancor di più di sponda, consentendo l’alzamento del baricentro friulano, catturando su di sé le attenzioni dei difensori del Torino. Il gioco si è sviluppato così anche sulle vie laterali, da dove è nato il primo gol con il cross di Widmer. Ma Zapata, come accennato, è anche velocità. Caratteristica che unita alla sua forza fisica crea una combo micidiale. Fisicamente incontenibile, tecnicamente dotato, è un attaccante da doppia cifra in Serie A. Il gol contro il Torino ne evidenzia le capacità sottoporta. L’errore al 93′ (con l’ennesimo contropiede, quando tutti non avevano più fiato, e un’ottima occasione a tu per tu con Hart), quello poco prima del gol del 2-1 (egoista in quella circostanza, dove ha scelto di affrontare il portiere inglese personalmente anziché servire il compagno Jankto, ben posizionato in area), i pochi falli presi, sono soltanto indici di margini di miglioramento mostruosi.

Quarto gol per Zapata. Una prestazione sontuosa arrivata contro il Torino, squadra che quest’anno, sotto la guida di un grande Mihajlović, può ambire all’Europa meritatamente. L’Udinese non avrà le difficoltà della scorsa stagione a salvarsi. Potrà crescere, specie in partite come questa. E si godrà sicuramente i progressi di quello che ora è un attaccante che si sarebbe potuto giocare le sue chance al San Paolo.

Luca Feole (TWITTER: feoleluca)

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