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MADchester Civil War: Mou vs Pep

1968: questo anno, nella testa della stragrande maggioranza di noi evoca battaglie sociali, rivolte studentesche e operaie, conflitti popolari dalle ripercussioni ancora attuali. Pochi, invece, ricordano che quello fu l’anno del secondo titolo del Manchester City, che vinse uno dei campionati più combattuti della storia inglese. Infatti, il Manchester United (trascinato dai gol dell’indimenticato George Best) si portò in vetta alla sedicesima giornata, per poi non lasciare più la testa del campionato fino all’ultima giornata, quando il City sorpassò i Red Devils, vincendo contro il Newcastle 4-2, mentre i Reds persero contro il Sunderland. Decisiva, per il successo dei Citizens, fu la vittoria del derby. Il titolo fu storico, in quanto il primo campionato vinto dal City risaliva agli anni ’30. Lo United si consolò con la vittoria della sua prima Coppa dei Campioni, battendo per 4-1 in finale, a Londra, il Benfica.

telegraph.co.uk

Il Manchester City 1967-1968

Si trattava, in ogni caso, di anni stupendi per il calcio inglese: la vittoria del mondiale casalingo nel 1966, la già citata prima Coppa dei Campioni per una squadra inglese, un campione come Best a farla da padrone con la sua vita spericolata, mista a un talento cristallino. Ma non è solo quello del calcio, il campo dove gli inglesi sono al centro del mondo. Siamo negli anni della British Invasion, con Beatles e Rolling Stones che conquistano (e dividono) il mondo. Mondi lontani dalla Manchester calcistica, dato che i Beatles sono di Liverpool, mentre i Rolling Stones sono quattro londinesi, con Mick Jagger dichiarato tifoso dell’Arsenal. Paradossalmente, nessuna squadra di Manchester si affaccerà più alla vetta della classifica, dopo quel titolo del City, fino al 1992-1993, quando il Manchester United si aggiudicò il primo titolo nazionale dell’era Ferguson. È proprio a metà degli anni ’90 che termina, musicalmente, un’epoca d’oro per la città di Manchester, che per un decennio aveva visto una discreta rinascita grazie alla scena “Madchester”, che vide esibirsi al The Haçienda una quantità di gruppi che poi influenzeranno il britpop anni ’90. Il gruppo chiave di questo movimento? Gli Stone Roses e il loro leader Ian Brown, tifosissimi dello United. Mentre il gruppo chiave del britpop sono ovviamente gli Oasis, anche loro di Manchester, tifosissimi del City.

Ian Brown con una maglia dello United

Ian Brown con una maglia dello United

Ma i destini calcistici sono diametralmente opposti: il City passerà tutti gli anni ’80, ’90 e 2000 a cavallo tra Prima e Seconda (e Terza) Divisione, mentre lo United, guidato da Ferguson, diventava pian piano la squadra più titolata d’Inghilterra, superando anche i diciotto titoli del Liverpool. La storia recente, poi, vide per un paio d’anni una lotta serrata tra le due di Manchester per aggiudicarsi il titolo, con la vittoria nel 2011-2012 dei Citizens e la rivincita Devils l’anno successivo, concluso con l’addio di Ferguson. E con la firma (che dovrebbe avvenire a momenti) di José Mourinho con il club retto magistralmente per quasi trent’anni dal mister scozzese e poi precipitato in crisi con Moyes e Van Gaal, si aprirà una nuova pagina di una rivalità che perdura da cinquant’anni. Perché nel frattempo il City si è affidato alla guida di Pep Guardiola, il rivale più vincente del mister portoghese.

José Mourinho all'Old Trafford

José Mourinho all’Old Trafford

Ma i due mister segnano un grande cambiamento nella mentalità delle due squadre. Iniziamo dallo United: la squadra ha legato il proprio nome a due persone, fondamentalmente. George Best e Alex Ferguson. Il genio scozzese e la sregolatezza nordirlandese. L’arrivo di Mourinho, un mister abituato a convogliare su di sé tutta l’attenzione, lasciando poco spazio alle bravate, sembra destinato a cambiare una tradizione, un atteggiamento, una “attitude”, per usare il termine inglese, nell’essere fuori dalle polemiche, lasciando posto solo al campo e a quel chewing-gum masticato nervosamente dall’allenatore più vincente della storia del calcio, a cui spesso proprio Mou voleva sottrarre la panchina e del quale Noel Gallagher disse “l’entità più faziosa e ipocrita del mondo del calcio”. Insomma, un calcio al politically correct che ha sempre contraddistinto i rossi di Manchester.

L'accoglienza dei Blues per Guardiola

L’accoglienza dei Blues per Guardiola

In casa City, invece, le cose sono andate diversamente già qualche anno fa, con l’acquisto del club da parte di Mansur, lo sceicco degli Emirati che ha portato fondi incredibilmente vasti nelle casse dei Citizens. Il City ha sempre avuto un bacino di utenza molto ampio tra i cittadini di Manchester, ma si trattava di un tifo “povero”. Una ricerca della Manchester Metropolitan University, infatti, notò che mentre la percentuale di tifosi residenti proprio a Manchester fosse più alta tra i Citizen (40%) che tra i Devils (29%), andava ai Devils il primato per il numero di abbonamenti più alto. “Può capitare di avere dei vicini rumorosi, non puoi farci niente: saranno per sempre rumorosi”, disse Ferguson descrivendo i tifosi Citizens. Che rispondevano, in trentamila anche in Terza Divisione, urlando (effettivamente) e lanciandosi banane gonfiabili (simbolo della curva Blue anni ’90), simbolo di quell’eccentricità a basso costo tipica di questa squadra. Con l’arrivo degli sceicchi, poi, tornarono i successi, ma rimase sempre quel briciolo di follia, legata a doppio filo ai fratelli Gallagher. Che hanno accolto entusiasticamente Guardiola, forse in vista della possibilità di riprendere l’egemonia del calcio inglese, magari a dispetto proprio dei Devils. Che invece nutrono dei dubbi sulla “passione Devil” del portoghese.

I Gallaghers con le maglie del City (1994-1995)

I Gallaghers con le maglie del City anni ’90

Gli interrogativi che questa stagione di Premier porta con sé sono molti. Oltre all’ovvio “Chi vincerà?”, a cui è veramente difficile dare una risposta, visto che ci sono circa 6 o 7 squadre adatte a vincere il titolo, la domanda è “Chi, tra le due di Manchester, la spunterà?”. Mourinho, libero dall’ossessione Champions League, riporterà lo United ai vertici della classifica? O invece il gioco spettacolare di Guardiola premierà il City? Potranno festeggiare i tanti e tanto scontenti tifosi Reds o saranno i Blues, con i Gallaghers in testa, a sfilare lungo le strade del Moss Side? Sarà il campo a decidere quale delle due “filosofie” di Manchester godrà. Nel frattempo, noi siamo pronti a godere dello spettacolo che le due tifoserie, tra le più consistenti d’Inghilterra, sapranno sicuramente offrirci.

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