Inter: fretta, obiettivi e giovani occasioni sprecate

Inter: fretta, obiettivi e giovani occasioni sprecate

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on twitter
Share on linkedin

Con l’Inter che diventa cinese, il pensiero della stragrande maggioranza dei tifosi nerazzurri va centralizzandosi in un concetto che può essere definito in due parole: tornare grandi. Tutto lecito. Normale che i tifosi pretendano tanto quando si pensa che solo sei anni fa l’Inter è stata sul tetto del mondo. E altrettanto normale è il malumore che si genera se questo obbiettivo, tornare grandi, in questi ultimi anni, si è stentato a raggiungerlo. Perché tornare grandi significa mettere mani sul portafogli per accaparrarsi quegli elementi che permetterebbero di fare il salto di qualità. E ciò implica, oltre che inevitabili ed imponenti uscite pecuniarie, un’abile capacità di valorizzazione che, oggettivamente, all’Inter è in parte mancata. In parte, però. Perché se è vero che i giocatori su cui la società ha investito, con la speranza che le permettessero, appunto, di tornare grande, hanno non rispettato le attese, è altrettanto vero che l’Inter nel fronte giovani è sempre stata impeccabile e con gli occhi di un falco in quanto a scouting. Assicurandosi allettanti promesse. A livello giovanile, la società nerazzurra, ha infatti sempre primeggiato con le più grandi. In patria e non. Ma che fine fanno i giovani interisti? E perché non vengono valorizzati come si dovrebbe?

154991330-372881TALENTI SMARRITI Negli ultimi anni, la primavera nerazzurra ha collezionato una moltitudine di successi e belle figure che l’hanno contraddistinta come una delle migliori selezioni giovanili d’Europa. Basti pensare alla corazzata di Stramaccioni che, nell’annata 2012/2013, è riuscita nell’ardimentosa impresa, conquistando il campionato primavera, la coppa Italia primavera e la Nextgen series (equivalente della Champions League), di aggiudicarsi il triplete. Tra loro, tra i migliori prospetti, potremmo citare: il portiere Di Gennaro, classe ’93, ora nelle mani del Latina in serie B; Bianchetti e Donkor, centrali difensivi, dall’eleganza spiccata l’uno e dall’imponenza fisica l’altro, titolare nell’ormai retrocessa Verona, l’italiano, e nel solido Bari il ghanese; Ibrahima Mbaye, senegalese del 1994, a lottare per un posto da titolare nel Bologna; Patrick Olsen, danese classe ’94, regista di centrocampo: quello coi piedi buoni, insomma, nel Lens (seconda divisione francese); Alfred Duncan, titolarissimo del Sassuolo, prossimo al debutto in Europa, che a suon di belle prestazioni si è guadagnato la fiducia del tecnico Di francesco; Marco Benassi, presente del Torino e futuro della nazionale cresciuto nelle giovanili interiste; Luca Garritano e Marko Livaja, che completano il reparto attaccanti di talento, militando rispettivamente nel Siena il primo e nell’Empoli il secondo. E qua si tratta di una sola stagione. E del solo settore giovanile.

Pirlo2QUANTI RIMPIANTI – Ma oltre a non aver saputo valorizzare i giovani che teneva in casa propria, l’Inter, nonostante lo scouting effettuato in giro per il mondo, che le ha permesso di possedere stelle promettenti quali Kovacic, Coutinho, Ricky Alvarez e Arnautovic, e altri meno rinomati come Bardi, Bonazzoli, Laxalt, ha frettolosamente lasciato andar via calciatori promettenti che, tra qualche anno, potrebbero risultare come dei grandi rimpianti. Plausibili rimpianti che si aggiungerebbero, a conferma di come passa il tempo ma i vizietti rimangono, a quelli che nella storia del club possono già essere definiti tali. E’ un Inter che infatti vanta il poco nobile merito di aver lasciato andar via e ceduto gente che ne ha poi fatto la storia, del calcio. Andrea Pirlo, Clarence Seedorf, Fabio Cannavaro, Roberto Carlos, sono i più ingombranti, tra i rammarichi calcistici interisti. E chi vorrebbe mai, che un giorno, a questo elenco di campionissimi, si aggiungano i nomi dei giovani di cui si è parlato in questo articolo, venduti semplicemente perché bisognosi di tempo e fiducia che la Milano nerazzurra, palcoscenico importante ed esigente, non ha voluto elargirgli.

E allora, ecco un’Inter sprecona che da anni tenta di tornare grande, rincorrendo freneticamente il successo dando poco conto al futuro, alla prospettiva, nonostante possa contare su uno dei migliori settori giovanili e talent scouting Europei; la domanda che sorge è più ovvia che spontanea: anziché tornare grandi, non era meglio, forse, diventare grandi?

Rompipallone.it è parte integrante del Nuovevoci Network di cui fanno parte SpazioNapoli.it, SpazioMilan.it SpazioJ.it e SpazioInter.it.

Con più di 4 milioni di follower sui social network il nostro progetto risulta uno dei più seguiti in Italia.

LE ULTIMISSIME

Seguici su Facebook

Preferenze privacy