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Milik abbatte il “Northern Wall”. Lewa dove sei?

Prende il via con una partita difficilissima il cammino di una delle tante debuttanti di questo Europeo, l’Irlanda del Nord, che dovrà sfidare la temibilissima Polonia del bomber Robert Lewandowski. L’attaccante, attualmente in forza al Bayern Monaco, è una delle grandi stelle di questa manifestazione, essendosi classificato 4° nella classifica del Pallone d’Oro 2015 (secondo europeo, dietro a Cristiano Ronaldo) e 5° nella classifica della Scarpa d’Oro 2016 (anche qui dietro solo al portoghese tra gli europei).

Con 42 realizzazioni in 51 partite, il capocannoniere delle qualificazioni a questo europeo è il più grande problema per i nordirlandesi, che cercheranno di arginare con tutti i mezzi che può avere una squadra che ha convocato solo undici giocatori provenienti da squadre militanti in prime divisioni: quasi tutti dal campionato inglese, quattro dalla Scozia, uno dall’Australia. La formazione è un roccioso 4-5-1, con McGovern tra i pali, McLaughlin, Cathcart, Evans e McAuley in difesa, McNair e Ferguson sulle fasce laterali, Norwood, capitan Davis e Baird al centro e unica punta il noto al pubblico siciliano per la sua militanza al Palermo Kyle Lafferty, nel quale i nordirlandesi ripongono le (poche) speranze.

Dall’altra parte, la Polonia cerca di sostenere il gioco aereo per Lewa, ma senza rischiare troppo, con un 4-4-1-1 di tutto rispetto. C’è tanta Italia in questa squadra, e tanti nomi noti: il portiere della Roma Szczesny ultimo baluardo difensivo, dietro a Jedrzejczyk, Pazdan, Glik e l’ottimo Piszczek. A rinforzare il centrocampo, Kapustka, Mazynski, Krychowiak e Blaszczykowski. Milik viene piazzato sulla trequarti, per agire alle spalle di Lewandowski.

Dopo gli inni (nota a margine, per l’Irlanda del Nord è stato scelto God Save the Queen, invece della più sentita A Londonderry air, cosa che farà infuriare le frange più unioniste dei nordirlandesi), inizia la partita, nella bellissima cornice dell’Allianz Riviera di Nizza, costruito nel 2013 per ospitare le partite dell’OGC Nizza, che l’anno prossimo sarà in Europa League. Come ampiamente prevedibile, è la Polonia a reggere il pallino del gioco, mentre gli irlandesi si difendono, sperando di ripartire in contropiede.

La resistenza dell’Irlanda del Nord è invidiabile: almeno sei uomini costantemente in area di rigore, senza lasciare nemmeno uno spillo ai polacchi, che per i primi venti minuti non possono far altro che calciare sperando in un rimpallo favorevole, che però non arriva mai. Nonostante quindi una percentuale di possesso palla bulgara (anzi, polacca) che si aggira intorno al 70%, nonostante 5 tiri e 4 calci d’angolo, la Polonia non riesce a mettere veramente in difficoltà la nazionale britannica.

Il primo tiro in porta vero e proprio arriva solo alla mezz’ora, con un bolide da fuori area calciato da Milik, alla ricerca di gloria personale, ma McGovern e in linea e para. L’occasione di passare in vantaggio rinvigorisce i polacchi, che poco dopo ritentano, ancora con Milik, la sorte ma il trequartista polacco dell’Ajax spara alto. I nordirlandesi, intuendo che la Polonia non è ancora entrata perfettamente in partita, provano ad uscire dal guscio, e per qualche cerca di tenere più spesso il pallone, senza però creare nulla di che.

Al 38°, la Polonia chiede il calcio di rigore per un presunto fallo di mano, ma l’arbitro non fischia; prova allora il colpaccio Kaputska, ma è ancora McGovern a togliere le castagne dal fuoco. Dopo un tentativo da parte di McLaughlin di farsi ammonire dall’arbitro rumeno Hategan, si chiude il primo tempo. Male la Polonia, che non è riuscita mai ad essere veramente pericolosa, tiri da lontano a parte. L’Irlanda del Nord fa quello che può coi mezzi che ha.

Male sopratutto Lewandowski, molto in ombra; ma va detto che dei 13 gol realizzati durante le convocazioni, ne ha realizzati ben 8 nei secondi tempi, di cui 6 negli ultimi cinque minuti delle partite giocate, quindi vale la pena attendere prima di bocciarlo.

Infatti, alla ripresa, la Polonia sblocca finalmente la partita con il gol di Milik, al 51°. Per sopraffare la solida retroguardia c’è voluto un pizzico di fortuna (la palla passa sotto le suole di ben due difensori) ma anche il talento, sia di Milik nel piazzare perfettamente il pallone sia di Blaszczykowski, che ha trovato il compagno in mezzo all’area con un preciso passaggio filtrante.

Il preciso tiro del 22enne Milik

Il preciso tiro del 22enne Milik

La Polonia prende coraggio, ma inevitabilmente si scopre anche, subendo qualche timida folata dei britannici, che però non trovano uno spunto vincente. Dopo un’ora di gioco, infatti, la nazionale nordirlandese deve ancora tirare in porta.

Al 67° è Blazczykowski a cercare gloria personale, con un bellissimo diagonale che sorprende McGovern ma sibila al di là del palo: fuori di pochissimo. Poco dopo, sull’ennesimo tentativo di ripartenza dell’Irlanda del Nord, Cathcart si becca un cartellino giallo per aver steso Lewandowski.

Poco dopo, la prima vera occasione pericolosa dell’Irlanda del Nord, con il neo entrato Washington che cerca di addentrarsi in dribbling nell’area presidiata da Glik, ma Szczesny esce bene e mette fine alla discesa del giocatore del QPR. Proprio Washington è stato spesso indicato come il giocatore più in forma della squadra, per via dei due gol consecutivi nelle ultime due amichevoli vinte dagli irlandesi contro Slovenia e Bielorussia.

Tuttavia, la musica rimane sempre la stessa, con la Polonia che cerca il raddoppio e l’Irlanda del Nord che cerca di difendersi. Al 75°, però, è Kyle Lafferty a prendersi qualche replay per un bellissimo tentativo di rovesciata dopo un palleggio. A dispetto della bellezza del gesto tecnico, però, il tiro finisce fuori, facendo disperare i tifosi.

E’ ancora l’Irlanda del Nord, con McLaughlin, a cercare il gol del pareggio, ma la palla sfuggita alla difesa polacca gli scivola sul petto per poi uscire. La frustrazione sul volto del difensore nordirlandese dice tutto, anche se i tifosi continuano a cantare ininterrottamente, in puro stile anglosassone.

All’81° è ancora McGovern a salvare la nazionale del Regno Unito, che era stata sorpresa da un uno-due velocissimo sul filo del fuorigioco e che aveva portato Milik al tiro. A meno di dieci minuti dalla fine, la Polonia assapora la possibilità di vincere la sua prima partita a un campionato europeo.

Ma l’Irlanda del Nord non ci sta e cerca disperatamente il vantaggio, ad esempio con Davies all’86°: ma il capitano, in forza al Southampton, scivola e i nordirlandesi devono rifare tutto da capo. Ci prova ancora la Polonia, all’87°, con Krychowiak, ma la palla esce senza centrare la porta.

Entra Peszko per dare forze fresche alla Polonia, in crisi di condizione fisica nel finale: le ultime speranze dell’Irlanda del Nord sono concentrate in un calcio di punizione, che però non trova il colpo di testa di nessuno dei giocatori del CT nordirlandese O’Neill.

Nel recupero, l’unica emozione la regala Szeczny, che esce in maniera sconsiderata rischiando sia di subire gol sia di infortunarsi e di far male al suo compagno Piszczek. Ma ormai la partita è agli sgoccioli e pochi minuti dopo il direttore di gara decreta la fine della partita, proprio dopo l’ultima folata offensiva dei polacchi.

La Polonia vince, ma non convince del tutto: a un dominio territoriale e di gioco non è stata abbinata una freddezza necessaria a questi livelli per poter ritenersi una “mina vagante”. Merito anche di un’Irlanda del Nord che pur con mezzi nettamente inferiori non si è mai data per vinta fino al fischio finale. Nota di merito ai tifosi nordirlandesi, che hanno continuato a cantare anche oltre il fischio finale. Magari qualche hooligan fermato poco lontano da Nizza potrebbe prendere esempio.

Lewandowski (quasi) non pervenuto.

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