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Qualifica allo scadere per la Francia, che vince ma non convince

Al Vélodrome di Marseille, a sfidarsi vi sono la casalinga Francia e la compagine albanese. Deschamps punisce il ritardatario Pogba relegandolo in panchina, e al suo posto schiera il baby Coman, gettandolo per la prima volta nella mischia dal primo minuto in una competizione ufficiale. A Giroud affidato, dal tecnico, il compitino, si presume, di sfondare la retroguardia albanese capeggiata da Mavraj. Koscielny e Rami i perni di una difesa che dovrà contenere le scorribande che Memushay e Sadiku, pedine offensive dell’Albania, tenteranno di generare dalle loro parti. Attesa anche la prestazione di Payet, dal quale ci si aspetta un qualcosa in più degli altri. Alla ricerca dei tre punti valenti la qualificazione al turno successivo, la Francia chiede ai suoi beniamini ancora qualche goccia di sudore che gratifichi le ambizioni della Nazione, rappresentate da un caloroso pubblico di tifosi che non manca di fomentarli.

LA PARTITA – In un primo tempo narcotizzante a farla da padrona vi è la staticità di una Francia che monologa effimera il pallone per quasi tutto l’arco dei primi 45′ minuti. Oltre ai tifosi, spettatori sono i portieri di entrambi i fronti che assistono ad un atono spettacolo nel quale il solo guizzo di fantasia senza concretezza sorge dai piedi del talentuoso Coman, buona prestazione complessiva, che alla prima in nazionale da titolare regala un numero tipico del connazionale Zidane, la veronica, con la quale elude la marcatura del terzino avversario regalando un po’ di tonalità ai tifosi. Nel secondo tempo subentra il polpo Pogba, ritardatario anche qua, “fa anche rima” direbbe Allegri, che alimenta le speranze dei tifosi che da lui, lo si sa, si aspettano tanto. Al suo posto esce Martial, che non ha regalato grandi emozioni nella prima parte di gara. Iniziano a comporre le loro melodie entrambe le squadre che tentano, più propositive rispetto al primo tempo, di creare occasioni da entrambe le parti e accaparrarsi i succulenti tre punti che per ora, per quel che si è visto, non meritano nessuna delle due. Il primo squillo del match arriva al 50′ minuto da una rocambolesca scorreria che parte dallo stinco di Memushay, sbatte nei piedi di Sagna che la devia nel palo e poi da terra, sempre Memushay, tenta fievolmente di rispedirla in rete con la testa non riuscendo nel suo intento di segnare. Al 68′ al coro dei giocatori si aggiunge Griezmann che prende il posto di un ispiratissimo Coman, al quale però è mancata la concretezza in avanti. Subito dopo il subentro del compagno, al 69′ Giroud incorna sul palo un cross di Evra pennellato sulla testa del gigante dei Gunners. Sfiorando la matematica qualificazione. Con un’Albania che ascolta silenziosamente il tuonare violento degli avversari, che dall’80’ in poi gestiscono il match unilateralmente a sfavore degli ospiti albanesi che si vedono ammutoliti da una prepotente serie di note transalpine, il match decreta il suo vincitore grazie ad tumulto del piccolo Griezmann, che come un grillo lasciato solo nel prato, saltella quel che basta dal colpire una palla messa in mezzo dal prepotente Rami e la suona in rete regalando musica e spettacolo a tutta la Francia. Francia che capitola il match con un 2 a 0 firmato da uno che dei gol sul finale ne sta facendo il titolo del suo spartito in quest’Europeo: Payet, che da dentro l’aria parabola in rete un pallone al quale Berisha non può nulla. Una vittoria che regala ai francesi una matematica qualificazione nonostante la relativa fluidità a livello di gioco, espressa in questi due match giocati dai casalinghi.

PAGELLE

Griezmann, 6,5 – Subentrato al 68′ al posto di uno spumeggiante ma poco corposo Coman, il piccolo talento dei colchoneros, sblocca il match facendo esplodere il Vélodrome solo all’89’ con una, per lui paradossale, incornata che scaglia in rete provocando un boato nello stadio e nel cuore di tutta la Francia. Fa’ quel tanto che basta per far rimpiangere la scelta di lasciarlo in panchina al tecnico Deschamps.

PayetPayet, 7 – Il re della partita contro la Romania sembra aver lasciato il trono a Griezmann, ma allo scadere dei minuti di recupero con un destro a giro che supera Berisha, spodesta il biondino accaparrandosi nuovamente il titolo di leader indiscusso. Per il resto belle giocate di classe e poche sbavature che rendono la sua prestazione più che sufficiente.

Rami, 6,5 – La roccia del Siviglia campione dell’europa che conta un po’ meno, si fa per dire, garantisce solidità difensiva e grinta da supereroe. Alterna ottime fasi difensive ad altrettanti ottime offensive involate, una delle quali si trasforma nell’assist decisivo per l’incornata vincente di Griezmann.

Sagna, 5 – Non in grande spolvero il terzino del City, che rimane ancorato alla sua retroguardia risultando poco produttivo e spento in fase offensiva. Con un atteggiamento svogliato che arreca incertezze, oltre che nella retroguardia difensiva, nelle probabili gerarchie di Deschamps. Sfiora pure l’autogol con una carambola involontaria che si spegne, sua fortuna, sul palo.

Memushay, 7 – Il più in tiro dei suoi. Onnipresente garantisce interventi difensivi nella sua metà campo ed estro e tecnica in fase offensiva. Sfiora il gol con una deviazione carambolata sul palo dalla deviazione di Sagna prima e con una punizione che va alta di poco dopo. Unico dell’Albania a brillare.

 

Christian Tomasino

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