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La historia y la cantera: il veterano Aritz Aduriz

Mentre la pausa della Nazionale costringe molti appassionati a stare senza calcio, senza quell’ansia pre-gara in attesa del fischio d’inizio, la nostra avventura alla ricerca dei venti “Cristoforo Colombo” della Liga prosegue. La Spagna, si sa, è il campionato dei giovani talenti, delle cantere, ma, dall’altra parte, non mancano  le bandiere, i condottieri in grado di prendere la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà e fare la voce grossa dentro lo spogliatoio. La nostra avventura era iniziata da una cenerentola del campionato, la neo-promossa Alaves e il talento di Cristian Espinoza, ed oggi proseguirà con l’altra faccia della medaglia: l’Athletic Bilbao ed il suo simbolo Aduriz.

LA SQUADRA – Tra i club più vincenti del campionato spagnolo, l’Athletic Bilbao è una delle squadre a non esser mai retrocessa in Segunda Divison. Con un’età media di 27 anni ed una rosa dal valore complessivo di 146 milioni di euro, la formazione guidata da Ernesto Valverde può contare di tanti elementi di spessore e talento, non a caso la cantera è uno dei più importanti settori giovanili d’Europa. Tra le curiosità più interessanti, va sicuramente annotato il fatto che il club conserva gelosamente le origini dei propri calciatori, tesserando soltanto giocatori baschi o d’origine basca. Neanche un sondaggio compiuto dalla dirigenza fra i tifosi, e riguardante la possibilità di cambiare politica di tesseramento, è riuscito a far crollare la tradizione: i tifosi dei Rojiblancos sono attaccatissimi alla loro storia. Stando a quanto detto, la presenza di Laporte, difensore della squadra e nativo francese, potrebbe fare del calciatore il “Giuda” della rosa. Il ragazzo però, cresciuto nel vivaio di un’altra squadra basca, ha poi dichiarato di avere avuto dei bisnonni di origine basca, mettendo cosi a tacere le tante voci dei tifosi e della stampa.

adurizIL PERSONAGGIO – Los Leones è il nome con cui i giocatori dell’Athletic sono conosciuti nel panorama calcistico, ma niente meglio del leone potrebbe rappresentare il simbolo della squadra: Aritz Aduriz. Il trentacinquenne centravanti spagnolo, soprannominato El Zorro, è una vera e propria istituzione fra i tifosi, tanto da esser entrato in maniera indelebile nella storia del club. Da piccolino, il giovane Aritz  andava sempre a vedere gli allenamenti del Real Sociedad, coltivando il sogno di poter diventare in futuro  un giocatore professionista a tutti gli effetti. Probabilmente mai si sarebbe immaginato una carriera cos’ incredibile, piena di alti e bassi, che lo avrebbe visto imporsi come uno degli attaccanti più forti del calcio spagnolo quando la carta d’identità segnava un’età non più giovanissima. E tra le 68 reti realizzate in maglia Rojiblancos, nessuno potrà mai cancellare dalla sua testa ( e dalle statistiche) l’incredibile tripletta nella partita d’andata della Supercoppa di Spagna realizzata contro il Barcellona. 4-0 risultato finale e tifosi in delirio per quanto accaduto. Il ritorno al Camp Nou vedrà Aduriz siglare il gol dell’1-1 e porre fine alla sperata “remuntada” blaugrana: El Zorro riconsegna alla squadra il titolo che mancava dal 1984. Non male per un giocatore che, a 34 anni suonati, è diventato il primo da dieci anni a questa parte a realizzare una tripletta contro il Barcellona.

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