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Adalberto Peñaranda, el nuevo crack dei Pozzo

Se hai talento da vendere, se hai una classe eccezionale, se accarezzi il pallone, se hai il dribbling nel sangue non puoi che venire dal Sud America. Se a diciotto anni appena compiuti ti carichi la squadra sulle spalle in uno scontro salvezza delicatissimo, sigli una doppietta e batti il record di Messi, sei un predestinato. Di chi stiamo parlando? Adalberto Peñaranda Maestre, il nuovo diamante grezzo dell’Udinese.

EL NIÑO DEL BALAZO Peñaranda è uno di quei giocatori che brucia le tappe nel bene o nel male, come testimonia il soprannome, perché quando vivi a Caracas nulla è semplice. Esordio in prima squadra (con il Deportivo la Guaira) a soli sedici anni, colleziona ben 34 presenze e mette a referto 5 reti. Niente male per un ragazzino. Con la nazionale U20 tira fuori il meglio, dribbla, si muove negli spazi, spacca le difese con le sue progressioni, illumina con i suoi colpi e inventa giocate nello stretto sensazionali, non a caso si ispira a Neymar. Non gioca mai con i coetanei, si vede che lui ha qualcosa in più sia sul piano tecnico che su quello mentale. La sua carriera inizia nel migliore dei modi, ma bisogna fare i conti con Caracas dove la dea bendata spesso ti volta le spalle. Quasi due anni fa è stato vittima di una rapina culminata con una sparatoria, Adalberto viene ferito alla gamba e portato in ospedale. A soli sedici anni sfiora la morte. Il colpo trapassa la gamba, perde parte della massa muscolare e la sua carriera può essere compromessa sul nascere. Con il dovuto allenamento e le dovute terapie Peñaranda riesce a recuperare la tonicità e di questa storia si porterà dietro solo il soprannome: el niño del Balazo, letteralmente il bambino del proiettile.

IL GRANADA – La grande occasione arriva, i Pozzo hanno puntato su di lui. Il venezuelano viene prelevato in prestito con diritto di riscatto e girato alla squadra B del Granada, troppo poco per lui. Sandoval, ormai ex allenatore, ne intuisce le potenzialità e lo chiama subito in prima squadra. L’11 novembre fa il suo esordio, un mese dopo entra nella storia della Liga abbattendo il record di Lionel Messi, a soli 18 anni e 195 giorni sigla una doppietta che vale tre punti contro una diretta concorrente per la salvezza. El niño la sblocca con un tocco delizioso sul secondo palo, poi a tre minuti dallo scadere arriva la magia che lo consacra: passa in mezzo a tre, resiste alla carica di un difensore, si sposta la palla e scaglia il destro che fa impazzire lo stadio e i tifosi da casa, accompagnati dall’interminabile “gooool” urlato dal commentatore. Basta poco, a volte, per far sì che tutto cambi. Da giocatore della seconda squadra di un club che lotta tutti gli anni per non retrocedere a colui che ha infranto il record della pulce, del quattro volte pallone d’oro, di colui che ha vinto tutto con il Barça. La stagione va in crescendo, le presenze alla fine dell’anno saranno ventitré e i gol cinque. Con la sua classe e velocità fa innamorare tutto il Los Càrmenes, a tal punto da far apparire uno striscione che recita: “Ni la de Cristiano, Ni la de Marcelo…tu camiseta Peñaranda”.

LA COPA AMERICA, L’APPRODO IN BIANCONEROn- El niño non si ferma, ottiene la convocazione con la Vinotinta per la Copa America Centenario. Neanche nel giro di un anno vede realizzarsi l’ennesimo sogno… e pensare che solo un anno prima giocava a Caracas tra proiettili e un futuro incerto. Il Venezuela arriva secondo nel proprio girone a discapito dell’Uruguay, per poi essere travolto dall’Albiceleste per 4 a 1. Peñaranda gioca da titolare sull’out di sinistra e indovinate un po’? Altro premio per lui, viene nominato come miglior jugadores joven del torneo. Dove gioca lascia il segno. Rimane un’altra e ardua sfida, affermarsi nel campionato italiano come fece qualche anno fa un giocatore a cui è stato accostato per movenze, giocate, percorso e qualità: Alexis Sanchez. Un piccolo dettaglio, si trova alla corte di Beppe Iachini colui che fece esplodere Dybala e Vazquez, una delle coppie più belle degli ultimi anni della Serie A.

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