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La historia y la cantera: il genio di Antoine Griezmann

“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso”.  Cosi diceva Madiba, premio Nobel per la pace e uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo. E probabilmente niente meglio di questa citazione, magari formulata al plurale, potrebbe rappresentare la squadra dell’Alaves subito dopo aver espugnato il Camp Nou, la dimora dei Titani blaugrana. Un risultato destinato a passare alla storia, una di quelle partite che i tifosi della squadra neopromossa in Liga racconteranno ai loro figli, ai loro nipoti e tramanderanno cosi  di generazione in generazione. E pensare che già alla prima giornata quando i lillipuziani dell’Alaves giunsero al Vicente Calderon, la tana dei Giganti guidati dal Cholo Simeone, riuscirono a strappare un pareggio insperato, proprio all’ultimo secondo. Non chiamatela Cenerentola dunque, qualcuno forse si sentirebbe offeso. Chiusa la terza giornata di Liga, con lo storico 1-2 dell’Alaves sul Barcellona e degno di una nota di merito, la nostra rubrica può dunque proseguire. A farla da padrona, stavolta, saranno i Colchoneros ed il genio di Antoine Griezmann.

LA SQUADRA – Quando si parla di Atletico Madrid vengono subito alla mente le due finali di Champions, 2014 e 2016, perse ai danni dei cugini del Real. Ma la storia ed il palmares degli Atleti parla chiaro: terza squadra spagnola per titoli vinti ed una rosa da far invidia a tutte le big del calcio europeo. Il suo valore attuale è di ben 493 milioni di euro, un patrimonio enorme messo a disposizione del condottiero Simeone, chiamato di anno in anno a realizzare una storica impresa: alzare la coppa dalle grandi orecchie e sfatare cosi il tabù di finali perse. La Champions è infatti l’unica competizione che i Colchoneros non hanno mai vinto, e i bocconi amari delle ultime due finali non fanno che accrescere la loro voglia di riscatto. Sarà questo l’anno buono?

IL “VECCHIO”… –  Se i riflettori della squadra sono tutti puntati su Griezmann, non bisogna dimenticare che l’Atletico vanta una grandissima storia a proposito di attaccanti. E proprio uno di questi ha segnato in maniera indelebile le sorti del club: Adrian Escudero. L’attaccante spagnolo, che ha giocato per tutta la sua carriera nelle file dell’Atletico Madrid, ha realizzato 150 gol nella Liga nei suoi tredici anni di appartenenza al club (1945-1958), continuando a lavorare per la società  anche dopo il suo ritiro, prima da allenatore delle giovanili, poi da allenatore in seconda.

griezmann_albania… E IL NUOVO – Soprannominato Le petit diable, Antoine Griezmann, è uno dei migliori talenti dell’intero panorama calcistico. Classe, tecnica e gran fiuto del gol: queste le caratteristiche principali dell’attaccante francese. Euro 2016, nonostante la sconfitta in finale col Portogallo, è stata un’ulteriore consacrazione per Antoine che, con 6 reti, ha ottenuto il titolo di miglior giocatore del torneo diventandone anche il capocannoniere. Adesso l’Atletico se lo coccola e confida nel suo talento per realizzare qualcosa di importante e storico, come la vittoria della Champions League. La sua carriera è tutta un crescendo: dopo l’esplosione nel Real Sociedad – celebre un suo gol in rovesciata durante l’andata dei preliminari di Champions contro il Lione- arriva la chiamata del cholo Simeone, un’occasione da non perdere per l’attaccante francese. E cosi, dopo tutte le salite, Antoine sembra esser arrivato quasi vicino la vetta.

Manca però l’ultimo grande passo, quello che può segnare il suo ingresso nell’Olimpo dei giganti, quello che può permettere al calciatore di divenire leggenda, quello che poteva essere se la finale di Champions del 2016 fosse andata in maniera diversa, cosi come quella di Euro 2016. Il destino, però, gli ha girato contro, fermandosi proprio sul più bello ad un passo dal traguardo. Ma tutto questo pare non essere un problema: la giovane età del calciatore e la voglia di riscatto potrebbero prendere il sopravvento. D’altronde, invertendo le parole dell’ultima lettera del cantante dei Nirvana Kurt Cobain, per il piccolo diavolo sarebbe meglio “bruciarsi lentamente che spegnersi in fretta”.


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