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Il weekend del fantallenatore #3: uno spezzatino da alcuni non digerito

È stata la settimana della “Serie A spezzatino”, del menu di un pasto ricco di partite e gol, del campionato italiano spalmato in più giorni e fasce orarie. Possiamo chiamarla in tanti e vari modi, ma ciò che conta è che la giornata dedicata a calcolatrici e revisioni di formazioni per i fantallenatori, questa volta si è spostata al martedì. Un weekend allungato, che scorreva lento sotto il peso dei gol dei giocatori avversari, o gli sprazzi di gioia per ogni “+3”, è finalmente finito, e lascia il posto al solito pensiero dell’ultimo post-partita: la prossima formazione.

ANTIPASTO. La prima voce sulpaulodybalajuventusfcvudinesecalciok6r1zb4_2knl menu è sicuramente quella dell’antipasto, servito ai tavoli da Paulo Dybala, che da quando si è sbloccato con la rete in Champions League, sembra essere tornato il jolly fondamentale che regala, a suon di gol, la vittoria ai suoi fantallenatori. Eppure poco prima, potremmo dire per la partita dell’aperitivo, i riflettori del calcio italiano erano tutti puntati su un altro attaccante: Manolo Gabbiadini. Durante lo scorrere della settimana il mondo sembrava essersi diviso in “chi ha Milik al fantacalcio e chi no”, ed il caro Manolo si sfregava già le mani per l’occasione che avrebbe avuto. Avrebbe voluto dimostrare che sarebbe stato in grado di non far rimpiangere il bomber polacco, di essere capace di prendersi sulle spalle la responsabilità della guida del reparto offensivo partenopeo: non c’è riuscito proprio bene, con appena 57 minuti giocati nel derby del sole, e la scena rubata dal giallorosso Edin Dzeko, realizzatore ritrovato.

PIATTO FORTE. La pietanza successivamauroicardifcinternazionalevcagliariuy-eschrpl9l, quella che potrebbe essere o un primo oppure un secondo viene portata ai commensali dai giocatori dell’Inter, ed è un boccone amaro, difficile da mangiare per tutti i fantallenatori che si affidano a Mauro Icardi come loro top-player. La colpa più grande di Maurito, probabilmente, è da trovare nella scelta del giorno di pubblicazione della sua (prematura) autobiografia, adesso ritirata, dopo esser stata causa dello scandalo ormai noto a tutti, che avrà influito non poco sulla prestazione del capitano nerazzuro. Rigore sbagliato per Icardi, e prestazione da dimenticare, alla quale si aggiunge l’autorete di una delle certezze più ferme che possano esistere quando si parla di fantacalcio, ovvero Samir Handanovic. Un gustoso contorno per tutti i fantallenatori che lo avevano contro, lo porta invece Nikola Kalinic, sempre più bomber fantasma, mentre dopo una cottura a fuoco lento della durata di 96 minuti, Ciro Immobile sforna l’ennesima rete in questo campionato.

DOLCE. C’era aria di festa al Renzo Barbera di Palermfedericomelchiorrifcinternazionalevcagliarir3mrdhynyu6lo, dove i rosanero festeggiavano le 1000 partite giocate nella massima serie. Per l’occasione la torta decide di portarla Adem Ljajic: nonostante l’atmosfera romantica che aleggia sulla partita, giocata a tratti al chiaro di luna (per via di un guasto all’impianto d’illuminazione dello stadio, prontamente risolto), il Toro vede rosso, ed il rientrante Adem porta a casa un +6 che addolcisce sì i palati, ma soltanto dei suoi fantallenatori. E nel raccontare anche l’ottava giornata fantacalcistica di questa stagione, crediamo che del dolce lo abbia assaporato anche il solito romantico, quello che, i nostri lettori abituali, avranno già imparato a conoscere, e che questa settimana completava il suo attacco con una scelta obbligata, magari folle, sbeffeggiata dal suo avversario, ma che alla fine si è rivelata vincente: Federico Melchiorri non è sceso in campo a San Siro sin dal primo minuto, ma ha cambiato la partita nella ripresa, risultando decisivo. Il suo gol, il primo in Serie A, alla tenera età di trent’anni, contiene la forza di chi ha saputo sconfiggere la malattia senza perdere di vista la strada che lo avrebbe condotto verso il suo sogno. Quella rete è un messaggio di speranza per chi vede i propri obbiettivi allontanarsi, ed un invito a non mollare mai. È una scena poetica che racchiude in sé i miracoli che il calcio sa realizzare, ed essendo più prosaici, è un +3 che fa godere come ricci.

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