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Sardar Azmoun, l’Ibra iraniano

Da anni qualche sfortunato ragazzo si vede etichettare come il nuovo Messi. Sardar Azmoun è l’ultimo della lista. C’è solo un problema, lui non ricorda la pulce e non ha paura di paragoni e pressioni, anzi. Lui stesso ha dichiarato di ispirarsi a Zlatan Ibrahimovic e vedendo le sue giocate, qualche somiglianza si nota.

Il ragazzo classe ’95, di nazionalità iraniana, è già sul taccuino di molti scout dei top club europei e non è da escludersi che questa possa essere l’ultima stagione in Russia.

LA NAZIONALE E LO SPONSOR QUEIROZ

La nazionale iraniana è stato il primo vero trampolino di lancio del fenomeno, partendo dall’Under 17 e arrivando a quella maggiore in cinque anni. Come? A suon di gol ovviamente. Nella corsa alla qualificazione per i mondiali l’Iran sta avendo un ruolino di marcia sensazionale, sbaragliando ogni avversario nella seconda fase e non trovando eguali neanche nell’ultimo girone prima della competizione che avrà luogo nel 2018.

Azmoun, quindi, è il trascinatore dell’intero paese. Il ragazzo che sta cercando di coronare il sogno di un’intera nazione, di strappare un sorriso tramite il calcio. Il suo mentore è Queiroz, ex vice di Sir Alex al Manchester United e ex allenatore del Real. Uno che di fenomeni se ne intende insomma e che sta facendo crescere come un padre il gioiellino che si è ritrovato tra le mani.

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DA GONBAD-E-KAVUS A KAZAN

Sardar nasce il 1 gennaio 1995 a Gonbad, al confine con il Turkmenistan.  A 18 anni è già su un volo per la Russia, verso Kazan. Pochi lo conoscono, è uno dei tanti ragazzi che vuole emergere e nulla più. Durante i due anni trascorsi con i rossoverdi gli vengono concesse poche occasioni per dimostrare il suo valore, ma riesce comunque a mettere a referto 5 gol in campionato, 1 in coppa ed anche uno in Europa League.

I gol e le prestazioni non convincono ancora, la sua carriera rischia di frantumarsi in partenza. Sembra destinato a fare, probabilmente, la fine di quei ragazzi che cominciano a vagare in prestito di anno in anno fino a rimanere svincolati. Dimenticati.

LA CHIAMATA DEL ROSTOV, L’ESPLOSIONE DEL TALENTO

Azmoun comincia la trafila dei prestiti, il primo è sempre in Russia, sempre in Premier Liga. La chiamata arriva dal Rostov, squadra di bassa lega con il solo obiettivo di consolidare la categoria e magari evitare i playout. Succede l’impensabile, nella stagione in cui Leicester zittisce le big in Inghilterra il Rostov combatte per la stessa battaglia in Russia. Una delle due favole, come sappiamo, si è conclusa nel migliore dei modi, l’altra no.

Con soli due punti di distacco dalla prima, il Rostov vede infrangersi il sogno. Resta l’amaro in bocca, ma emerge la consapevolezza di essersi qualificati in Champions e di aver trovato un vero fenomeno pagato solo due milioni: Sardar Azmoun. Il ragazzino si è consacrato anche a livello di club, segnando 9 gol e mandando in rete i suoi compagni 3 volte.

I FARI EUROPEI

Il cartellino, come detto, viene interamente acquistato dal Rostov per una cifra irrisoria. Il sorteggio di Champions è tra i peggiori: Bayern, Atletico Madrid e PSV. Il cammino sembra scritto prima di iniziare, i gialloblù saranno una di quelle squadre senza voce in capitolo, spettatori non paganti per capirci.

Tutto vero sulla carta, ma non è stata considerata la variabile Sardar. L’iraniano, galvanizzato dall’occasione, tira fuori il meglio del repertorio sorprendendo tutti e mandando in “bianco” i colossi del Bayern. Al Vicente Calderon si sblocca segnando con un potente destro il gol del momentaneo pareggio. Davanti al suo pubblico si scatena, mette a sedere Boateng e con freddezza quasi spaventosa infila Manuel Neuer.

Il sogno del Rostov non è finito, il nuovo obiettivo è l’accesso in Europa League e, per buona parte, passa dall’estro e dalla classe di Azmoun.

 

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