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Malang Sarr, il gioiello di casa Nizza

Moise Kean e, ieri, Pellegri hanno lasciato l’Italia intera a bocca aperta. I primi due ragazzi, del nuovo millennio, ad aver avuto l’onore e la fortuna di poter solcare i tanto ambiti campi della Serie A. Lì dove i grandi campioni del passato hanno dato vita alle loro stesse leggende, lì dove sono andate in scena le grandi battaglie tra Juve e Grande Toro, lì dove gli operai della Fiat da colleghi si trasformavano in acerrimi nemici. In un solo istante tutto cambia, i ricordi si fanno più lontani e il nuovo millennio, in punta di piedi, inizia a scrivere la sua personale pagina di storia. Se loro, per qualche manciata di minuti, sembrano fenomeni inarrivabili, non conoscete Malang Sarr.

ROSSONERO DALLA NASCITA

Il classe ’99, solamente qualche mese più piccolo dei sopracitati, è nato e cresciuto a Nizza, squadra in cui milita ed ha sempre militato. Da questa estate si allena con i “grandi”, fino ad arrivare al debutto frutto di una serie di coincidenze. Una vera e propria favola, il ragazzo che spende l’intera infanzia ad allenarsi fino all’esordio davanti al suo pubblico, davanti alla sua città.

Rossonero dalla nascita vuole anche significare aver sofferto in prima persona per il tragico attentato dello scorso 14 Luglio, dove 85 persone hanno perso la vita. Significa, però, maturare prima del dovuto e avere le motivazioni necessarie per sputare sangue per tutti i novanta minuti, significa avere un grande sogno da coronare tutti insieme, per chi non c’è più.

IL GRANDE CAMMINO

Malang è sempre stato titolare e, quindi, uno dei protagonisti del grande campionato che il Nizza sta disputando: primi in classifica dopo diciannove giornate, un tecnico tatticamente preparato e una delle squadre più giovani della Ligue 1 e d’Europa. L’entusiasmo, probabilmente, sta alla base dei successi, ma al contempo potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il percorso europeo è una dimostrazione lampante, un girone chiuso in malo modo in cui Les Aiglons sono stati presi a pallonate, subendo partita dopo partita.

La storia, in campionato, segue una trama ben diversa. I ragazzi di Favre guardano tutti dall’alto verso il basso, hanno la miglior difesa del torneo (sì, con Sarr alle prime armi), una sola sconfitta e un asso nella manica che può far veramente la differenza: Mario Balotelli, tecnica sopraffina e l’unico che, nel lungo periodo, potrebbe incidere pesantemente.

“LA CILIEGINA SULLA TORTA”

“Malang Sarr qui marque son premier but lors de son premier match en Ligue 1, c’est la cerise sur le gâteau” il messaggio è chiaro, una traduzione superflua. Al suo esordio con la maglia della squadra del suo cuore fa gol, regala i tre punti e dà il via al ruolino di marcia che porterà il Nizza al primo posto. Un segno del destino, un gol del popolo, un colpo di testa agli eventi che hanno segnato la Francia e di conseguenza l’Europa.

Sembra uno scherzo, ma non lo è. Schierato per mancanza di giocatori si è rivelato “l’homme du match”, senza il nome sulla maglia come a voler dire che per fare l’impresa non importa il singolo, ma il gruppo. Questo è stato, dopo una serie di coincidenze surreali, l’esordio e il primo passo della carriera di Malang Sarr.

I RUMORS

Non poteva, di certo, passare inosservato. Su di lui ci sarebbero i top club europei, pronti a staccare assegni da cinquanta milioni per assicurarsi le sue prestazioni. In questo momento non importa il mercato, i milioni e l’ingaggio. L’importante è arrivare fino in fondo e chiudere una delle stagioni più sorprendenti e belle degli ultimi anni nel migliore dei modi, sempre con il sorriso che contraddistingue Malang Sarr.

 

 

 

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