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Una Lazio migliore impatta con un Milan che non si arrende: 1-1 all’Olimpico

Il capitano Biglia e lo spagnolo Suso sono i marcatori di una partita combattuta, non molto emozionante ma giocata con un certo carattere da entrambe le formazioni: la Lazio si è fatta preferire per difesa, pressing e numero di occasioni, mentre il Milan non è riuscito ad imporre il gioco che voleva. Solo nell’ultima parte di gioco ha avuto un minimo predominio di campo.

Montella schiera davanti “il trio leggero”, termine che va tanto di moda ultimamente, con Suso, Ocampos e Deulofeu, Poli a sostituire Kucka, Lazio invece in formazione tipo, eccezion fatta per Marchetti, infortunato durante il riscaldamento e sostituito da Strakosha.

La gara è viva, ma le azioni degne di nota si contano sulla mano. Dopo 12 minuti Donnarumma comincia il suo lavoro di saracinesca, parando un gran tiro dalla distanza di Biglia mandandolo in angolo. Il capitano biancoceleste si “vendicherà” alla fine del primo tempo, quando l’arbitro Damato assegna un rigore per atterramento di Immobile: Donnarumma indovina il tiro, ma non basta, Lazio in vantaggio.

Nel secondo tempo il Milan prova a dare vivacità con gli ingressi di Sosa e Lapadula per Ocampos (evanescente) e Poli, ma la squadra si allunga e lascia spazio alle ripartenze dei padroni di casa, che però non riescono ad approfittarne (Immobile e Keità spesso ipnotizzati da Donnarumma). La Lazio pressa bene e non lascia grossi spazi, il Milan non riesce a creare occasioni, nè a lanciare i suoi pesi massimi in avanti. La sensazione è che tutto rimanga così, ma all’85° minuto è Suso (fino a quel momento invisibile) a trovare il pareggio, dopo un pregevole tiro seguito da una doppia spallata in mezzo ai centrali rossoneri. Il pressing finale è sterile, la partita finisce qui. Sicuramente due punti persi per mister Simone Inzaghi, che sperava di restare al quarto posto, il Milan continua a non convincere con il suo gioco; il trio leggero deve essere imbeccato più spesso per essere pericoloso, e giocare di più con le diagonali. Buone le prove di Parolo e Vangioni, ormai non più oggetto estraneo dei rossoneri.

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