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Carletto Mazzone: gli 80 anni der sor “Magara”

L’esperienza non è quello che succede ad un uomo; è quello che un uomo realizza utilizzando quello che gli succede“.

Nascere a Roma, all’ombra del cupolone e sentirne il profumo mattutino. Osservare il Colosseo e respirarne la gloria e immaginarsi in un futuro di poterne in qualche modo rappresentare la gloria giocando o, perchè no, allenando la squadra che ne porta i colori. Crescere nelle piazze di Roma assolate degli anni trentqa e giocare nelle piazze con quel pallone che in quei tempi era qualcosa di raro da trovare se non nel proprio cuore. Crescere e giocare nelle giovanili della Roma da mediano… “una vita da mediano, a recuperar palloni, nato senza i piedi buoni e lavorare sui polmoni“, il giovane Carlo era quel tipo di giocatore tutto cuore e sacrificio.. ed è proprio quel cuore e quella voglia di superare gli altri e di poter superare se stesso che hanno contraddistinto lui e tutte le squadre che, terminata la carriera da giocatore, ha allenato con passione ed emozione. Oggi è il compleanno di un grande vecchio del calcio Italiano, oggi è il compleanno di colui che detiene il record di panchine in serie A… 795 panchine e tanta tanta tanta bontà d’animo. Carlo Mazzone oggi compie 80 anni.

MAZZONE E ROBERTO BAGGIO

Quando si intraprende la carriera di allenatore non si è mai sicuri di ciò che il destino potrebbe riservare, tutto dipende dai risultati e forse, molto spesso, non servono nemmeno quelli per poter far stare tranquilli i sogni e i progetti di un Mister. Mazzone nella sua carriera ha allenato molte squadre e lasciato buoni ricordi ovunque. La sua umanità e il suo esser schietto hanno fatto si che venisse sempre ricordato come un uomo tutto d’un pezzo. Nella sua carriera ha allenato campioni del calibro di Totti, Roberto Baggio, Guardiola, Signori, Pirlo.
Roberto Baggio addirittura, ai tempi di Brescia, volle mettere una clausola sul suo contratto che gli avrebbe permesso di rescinderlo nel caso in cui Mazzone avesse cambiato squadra. Queste le sue parole al miele per celebrare l’uomo e l’allenatore: “Ti sarò sempre grato e riconoscente, rimpiango solo di averti incontrato troppo tardi. Il legame tra di noi, però, è stato subito speciale. Ho apprezzato il Mazzone professionista e ho amato l’uomo Carlo; sei dotato di una sensibilità senza pari, da fuoriclasse.

GUARDIOLA E QUEL RICORDO SEMPRE PRESENTE

A Brescia ebbe la possibilità di allenare anche un giovane giocatore che da grande avrebbe fatto la fortuna del Barcellona, un certo Pep Guardiola che ancora oggi ricorda con nostalgia il suo vecchio allenatore. A prescisa domanda, su quale sia stato il suo maestro, Pep rispose ad un giornalista senza esitazione alcuna: “Mazzone“. “Nessun altro?“-“No, solo Mazzone“, ribadì Pep ai giornalisti sorpresi della sua risposta. L’allenatore Spagnolo invitò Carletto Mazzone allo stadio Olimpico anni fa per assistere alla finale di Champions tra il Barcellona e il Manchester e Mazzone ricordò così l’invito: “L’ho avuto come giocatore due anni a Brescia ma non mi aspettavo di essere ricordato da Pep Guardiola nel suo momento più importante, la finale Champions all’Olimpico. Invece mi ha chiamato per salutarmi e invitarmi alla finale dell’Olimpico con il Manchester. Io ho detto, ‘ma chi parla?’ E lui, ‘sono Pep Guardiola’. Pensavo a uno scherzo. Sono veramente commosso, Pep è stato meraviglioso“.

“AHO, MA QUEL REGAZZINO? “

Riuscì nella sua carriera ad allenare la Roma. In quelle stagioni ciò che contava per la Capitale era il derby, questa partita poteva salvare una stagione e Carletto lo sapeva bene. Poteva contare su una coppia di attaccanti veri come Balbo e Fonseca che fecero la storia della Roma di quegli anni. Si ricorda un derby vinto con un secco 3-0 e a seguire, corsa verso la curva sud per un abbraccio a quei tifosi che tanto amarono Carletto. Un giorno a Trigoria durante un allenamento a Mazzone mancavano due giocatori e gli vennero prestati due giovani della primavera ed è li che successe qualcosa di particolare. Un giovane dei due incantò sor Carletto che ne rimase stupito : “Senti ‘na cosa, hai visto quel ragazzino? È proprio bravo bravo, come si chiama?” Non sapeva neanche che nome avesse. Allora disse: “Vojo sapè tutto de lui, nome, cognome, età e se va sul motorino… Lo vojo in prima squadra fino a sabato, ma non da solo, chiamane altri tre, così camuffiamo, perché poi i giornalisti iniziano a scrivere: “Mazzone lancia tizio…e nun va bene”. Chiamamelo un po’ che ci parlo. Come te chiami ragazzì?” “Mister mi chiamo Francesco…” “Ciao Francè, fino a sabato stai con noi, ma mi hanno detto che vai in motorino, lascialo sta ‘sto motorino che bene che va te piji la bronchite e me saltano i piani…”. Così i due si conobbero e quell’occasione fu per Totti l’inizio della carriera che tutti noi conosciamo.

ALLENATORE UNIVERSALE

Allenò tantissime squadre e in ogni parte dell’Italia lasciò amore e ricordi piacevoli: da Brescia a Bologna, da Roma a Cagliari, da Perugia a Napoli e Pescara. Chiuse la sua carriera di allenatore a Livorno nel 2006. Ma la prima panchina di Carletto Mazzone fu quella di Ascoli dove proprio oggi è stato acclamato dalla curva con conseguente sua corsa con tanto di sciarpetta al collo verso i propri tifosi.

Isabel Allende diceva: “non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo“, noi da Carletto Mazzone non ci separeremo mai perchè è uno dei ricordi più puliti che il calcio avrebbe potuto regalarci.

Tanti auguri mister

Emanuele Giubilei

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