Nessuna alternativa: il motivo della separazione tra Messi e il Barcellona

Leo Messi non sarà più un giocatore del Barcellona e firmerà, molto probabilmente, per il Paris Saint Germain nei prossimi giorni. E questo è chiaro a tutti, considerando anche la conferenza stampa di questa mattina che si è tenuta al Camp Nou.

Proviamo però a fare chiarezza riguardo quello che è successo e sul motivo che ha spinto Messi a lasciare i blaugrana.

“Non abbiamo un margine salariale corretto per le norme della Liga spagnola, non abbiamo margini di trattativa. I numeri dicono questo: le perdite sono superiori a quanto previsto. I debiti sono importanti e mettono in difficoltà il club. Non potevo prendere una decisione che avrebbe distrutto il club”.

Ha dichiarato due giorni fa Joan Laporta, il presidente del Barcellona, riguardo il non rinnovo di Leo Messi.

Ne LaLiga è stato inserito il tetto salariale massimo che ogni squadra deve rispettare ad inizio stagione e che può variare da club a club. Il Salary Cap è condizionato da vari fattori, sia in entrata che in uscita economicamente parlando e ogni squadra deve rimanere al di sotto dello stesso. Quello del Barcellona si è ridotto da 656,43 milioni a 347 milioni per la nuova stagione. La pandemia, evidentemente, ha influenzato negativamente questo fattore che ha costretto il Barcellona, e non solo (anche Atletico e Real Madrid ad esempio) a fare i conti con gli ingaggi e le uscite soprattutto.

La conferma e il rinnovo contrattuale di Messi avrebbe messo in serio pericolo il futuro del club catalano:

“Innanzitutto voglio dire che abbiamo ricevuto una brutta eredità: il monte salari a livello sportivo, con il rinnovo di Messi, avrebbe rappresentato il 110% delle entrate del club, senza rinnovo è invece intorno al 95%. Siamo un club con 120 anni di storia, abbiamo avuto grandi calciatori, fra i quali il più grande di sempre, al quale saremo sempre grati ma la società viene sempre prima di tutto. Eravamo disposti a sostenere certe spese ma sappiamo ora che non abbiamo margini salariali: la gestione del club nel recente passato è stata difficile, la precedente gestione ha superato il limite e non abbiamo avuto il tempo di ribaltare questa situazione. Abbiamo preso, purtroppo, l’unica strada possibile. Le perdite che avevamo previsto erano circa 200 milioni, ma saranno 487 che sono tante”.

Leo Messi voleva restare al Barça ed è quello che avrebbe voluto anche la società catalana. Inizialmente il numero 10 argentino avrebbe dovuto firmare per 2 stagioni, spalmando però l’ingaggio su 5 anni. Questo è stato vietato dalle norme spagnole e allora si è pensato ad un ingaggio di 5 anni che anche lo stesso calciatore aveva accettato ma alla fine non è stato possibile realizzare nemmeno questo. Attualmente il Barcellona per aggiungere 25 milioni di stipendio dovrebbe rilasciarne 100, un rapporto di 1:4 e l’operazione Messi sarebbe stata difficile da sostenere in qualsiasi caso. Qualcuno già presente in rosa ha già fatto un sacrificio dal punto di vista contrattuale e per questo sarebbe stato complicato per i catalani guadagnare altro budget, in termini d’ingaggio, per poter far firmare Leo Messi.

Finisce un’era, probabilmente a causa di una cattiva gestione da parte del Barcellona delle finanze interne, con l’aggravante della pandemia che ha colpito un po’ tutte le squadre, dalle più piccole alle più grosse, tranne qualcuno, evidentemente. Se ne va Messi, ma non senza aver ripagato, e alla grande, alla società blaugrana la fiducia e l’opportunità che gli è stata data da piccolo.

Dal 1910 all’arrivo di Messi il Barcellona ha vinto 48 trofei (16 campionati spagnoli, 1 Champions League, 24 Coppe di Spagna, 2 Supercoppe Uefa, 5 Supercoppe di Spagna). Dall’esordio della pulce, nel 2004/2005, ad oggi 34 coppe (10 campionati spagnoli, 4 Champions League, 6 Coppe di Spagna, 3 Supercoppe UEFA, 3 Coppe del mondo per club, 8 Supercoppe di Spagna).

Giuseppe Annarumma

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