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Caso D’Onofrio, bordata dalla Serie A: “L’AIA ci deve delle spiegazioni!

L’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo è stato intervistato su Rai GR Parlamento nell’ ambito del programma La Politica nel Pallone e ha espresso la sua opinione su tantissimi temi caldi delle ultime settimane.

Meritano di essere menzionate le sue parole sull’ormai noto caso D’Onofrio. La tempesta che si è abbattuta su tutta la classe arbitrale è consistente e imbarazza l’intera AIA, in cui D’Onofrio ricopriva un ruolo apicale.

De Siervo ha usato parole severe: “È una vicenda incredibile e inquietante. Non mi sento tranquillo, come Serie A seguiamo con attenzione e rispetto per chi sta indagando, ma questa cosa richiede spiegazioni convincenti. Se è vero quello che leggiamo viene difficile capire come potesse ricoprire certi ruoli. […] vorrei capire com’è stato possibile e come per oltre 13 anni questa persona sia potuta crescere in confidenza e responsabilità, senza che nessuno capisse che persona fosse”.

De Siervo Serie A Intervista

L’ad della Lega Serie A ha detto la sua anche sui Mondiali in Qatar appena iniziati: “Questo è il mondiale più discusso di sempre, ciascuno può farsi un’idea. Credo che questo mondiale rappresenti l’occasione di riflettere per capire cosa vogliamo che sia il calcio. È un patrimonio che va sviluppato e difeso con scelte diverse in futuro”.

Anche riguardo alla discussa Superlega De Siervo non si è nascosto: “La Serie A si è espressa più volte con ampia maggioranza, l’ho ribadito anche a Nyon la settimana scorsa: abbiamo preso posizione più volte e formalmente contro questa competizione. Il ricorso di Juventus, Real e Barcellona porterà a una pronuncia che potrebbe avere delle ripercussioni: il contesto richiede riflessioni e interventi”.

L’ultimo commento è dedicato all’apertura di una nuova sede della Serie A dopo quella aperta ad Abu Dhabi: “In Asia, se la pandemia lo renderà possibile. Stiamo valutando Londra e Singapore: il calcio italiano ha perso un’occasione vent’anni fa, abbiamo ancora la fortuna di essere l’obiettivo di tanti investitori internazionali, ma il calcio deve trasformarsi nel più breve tempo possibile”.

Francesco Buffa

Francesco Buffa