Il calciomercato non finisce il 1 settembre, non per tutti: nei (ricchi) campionati si può ancora operare in uscita
Il calciomercato è fonte di dissapori: le squadre arrivano a inizio stagione con ancora troppi punti interrogativi per i tecnici e per le dirigenze. L’ha detto Igor Tudor, gli ha fatto eco Gian Piero Gasperini e l’ha affermato anche Christian Chivu: il mercato ancora aperto a campionato in corso crea incertezze.
La finestra di mercato è però quasi arrivata alla sua conclusione: in Italia il termine ultimo è il 1 settembre alle ore 20, data e ora dopo le quali le dirigenze verranno impossibilitate a vendere o ad acquistare calciatori. Le trattative stanno infatti continuando e molti calciatori verranno ufficializzati o ceduti nelle ultime ore.
Questa data non vale per tutti: la scadenza varia infatti a seconda dei campionati. In Europa si ha una fine piuttosto omogenea, ma ci sono alcuni campionati dove la data è spostata decisamente più avanti rispetto a quella per la Serie A. Se si considera che sono tra i più ricchi, le dirigenze europee hanno a disposizione un’occasione molto ghiotta per fare mercato a oltranza.
Europa piuttosto uniformata: termine ultimo tra fine agosto e settembre, ma non per tutti
La seconda giornata è uno spartiacque importante: è proprio mentre è in corso il secondo match valevole per i rispettivi campionati che le serrande del calciomercato si abbassano e si passa alla definitiva conferma della rosa che ciascuna squadra è riuscita a rinforzare con cessioni e acquisti.
In Italia, come già detto, il calciomercato si conclude il 1 settembre alle ore 20. Anche in Germania e in Inghilterra si può andare avanti fino a questa data, le trattative dovranno concludersi entro quell’ora perché siano ritenute valide. Ci sono altri stati in cui invece i conti vengono fatti prima.
In Francia, Spagna e Portogallo si finisce il 31 agosto, con un giorno d’anticipo rispetto a quanto fatto nella parte più “a nord” dell’Europa. L’uniformità piuttosto generale in Europa ha nel 30 agosto la data che rappresenta “l’inizio della fine”, come si vede in un paio di campionati.

In Scozia e Svezia le serrande si abbassano il 30 agosto, e fanno eccezione alla regola, in quanto il loro mercato si conclude ancora prima rispetto a quanto fatto nella maggioranza dei paesi europei, che attendono invece la prima settimana di settembre per piazzare gli ultimi colpi in rosa, come dimostrato nel caso dell’Italia e dei paesi già citati.
La prima settimana di settembre è quindi l’ultimatum, poiché in Olanda si termina il 2 settembre. Più avanti, invece, il Belgio e la Croazia – 6 settembre – , la Slovacchia il 7 settembre e la Romania e la Svizzera il 9. Per loro si può dire che a valere da bastione insuperabile è la terza giornata di campionato.
Ma non è finita qui: ci sono infatti altri stati in cui si procede a oltranza, andando fino a metà mese.
Arabia Saudita e Turchia in gioco fino a metà settembre: date da segnare sul calendario per le dirigenze
In Arabia Saudita i battenti chiuderanno l’11 settembre, il campionato multimilionario che tanto fa gola ai calciatori europei può chiamare a sé fino a quasi metà mese, rendendo gli affari ancora più interessanti per chi, nella maggioranza dei casi, può ancora cedere. Se si vuole sfoltire la rosa, l’Arabia Saudita offre grandi margini di movimento per le dirigenze.
Anche la Turchia accetta giocatori fino a metà settembre, per la precisione fino al 12, dunque si mette in mostra come una meta da tenere in considerazione in caso di cessioni last minute. Il campionato turco ha attirato negli anni molti giocatori della Serie A, forte di una competizione incentivante.

Le dirigenze possono anche contare sul mercato in campionati ritenuti “minori”, visto che in Grecia e in Russia c’è modo di operare fino al 12 settembre, esattamente come in Turchia. L’altro campionato che promette uscite interessanti è quello del Qatar, dove le dirigenze possono cedere calciatori fino al 16 settembre.
Le destinazioni multimilionarie di Arabia Saudita e Qatar sono sirene che proseguono il loro canto ben oltre la scadenza che viene invece rispettata nella maggioranza del top campionati europei. Per questo e per altri fattori, il “pericolo Arabia” per l’assalto ai calciatori non si può vedere come scampato fino a campionato ormai inoltrato.