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Germania-Italia, le pagelle degli azzurri: ragazzi fenomenali, ma il top player è Conte

Termina l’avventura dell’Italia ad Euro 2016. Dopo 120′ minuti di parità sono i rigori a decidere chi andrà in semifinale. La Germania vince ma la campagna europea degli azzurri resterà impressa nei nostri ricordi. Di seguito i voti degli Azzurri.

Italy goalkeeper Gianluigi Buffon during a friendly soccer match between Germany and Italy at the Allianz Arena in Munich, southern Germany, Tuesday, March 29, 2016. (ANSA/AP Photo/Kerstin Joensson)BUFFON 8,5 – Miracoloso. A 38 anni dimostra di essere ancora il numero uno in assoluto, non solo dei tempi moderni, ma della storia. La parata su Gomez è fantascienza e tiene a galla gli azzurri che poi acciuffano il pareggio. Para un rigore e ne sfiora due. È andata così, ma il nostro capitano è pronto a rimettersi in gioco come ha sempre fatto.
BARZAGLI 6,5 – Lucido come sempre. Fa le cose semplici, salva con tempismo perfetto in un paio di occasioni. Elevazione massima sui calci d’angolo, zero sbavature. Solita partita ad alti livelli.
BONUCCI 7 – È l’anima dell’Italia. Già da come canta l’Inno, dalla passione che ci mette, fa capire che tipo di partita farà, e infatti è proprio così. Nel primo tempo lancio millimetrico per Giaccherini che sembra il replay di quello contro il Belgio. Si prende di prepotenza il pallone del rigore e lo realizza con freddezza.
CHIELLINI 6,5 – Un gladiatore. Può essere scoordinato quanto volete ma ci mette il cuore, ci mette l’anima, ci mette i muscoli. Quei muscoli che tengono fino a un certo punto, quando quel solito maledetto polpaccio lo costringe ad uscire nell’ultimo minuto dei tempi supplementari. Si procura il rigore e concede pochissimo ai palleggiatori tedeschi. Dal 121′ ZAZA s.v. – Entra solo per calciare il rigore. Lo sbaglia ma la lotteria dei rigori è crudele.
FLORENZI 7 – Salva un gol clamoroso con il tacco su un tiro a botta sicura di Muller. Corre come un dannato e oltre alla quantità mette in campo una qualità straordinaria deliziando tutti con tocchi vellutati (impressionante stop nel primo tempo a due metri da Buffon). Anima, cuore e polmoni: è l’identikit dell’Italia contiana. Dall’86’ DARMIAN 6 – Dà quella spinta in più durante i supplementari anche se la sua partita è più da contenimento visto il forcing continuo della Germania. Sbaglia l’ultimo rigore degli azzurri.
PAROLO 8 – Gioca in un ruolo che non ricopre abitualmente e paradossalmente gioca la sua migliore partita della spedizione francese. Solita sostanza contornata da lanci lunghi precisi per aprire il gioco sulle fasce. Un giocatore silenzioso che però in campo si fa sentire sia con i compagni, sia con gli avversari sia l’arbitro. Un vero leader. Uno dei migliori in campo, segna anche un rigore nella lotteria finale.
STURARO 6 – Il giocatore più criticato alla vigilia degli Europei. Un panchinaro della Juventus preferito a diversi titolari (in primis Jorginho). Gioca una buona partita di rottura. Disturba Kroos e spezza le azioni tedesche. Cresce con il passare dei minuti anche se fin dalle battute iniziali sembra impacciato e poco orientato forse tradito dall’emozione. Nei tempi supplementari accusa problemi muscolari ma stringe i denti e riesce a terminare la partita.
GIACCHERINI 7 – Un’altra prestazione di livello assoluto del fedelissimo di Anotnio Conte. La corsa e la grinta sono la base di questo giocatore che riserva anche giocate di classe. Imprendibile sulla fascia sinistra, attacca gli spazi e si ritrova spesso nell’area tedesca come in occasione del lancio ricevuto da Bonucci nell’azione in cui Sturaro sfiora il gol. Termina la partita sfinito come al solito e segna uno dei rigori finali.
DE SCIGLIO 7 – È rinato dopo aver passato momenti difficili e aver sfiorato la depressione. La cura Conte lo fa riemergere e lui risponde nel migliore dei modi. Sempre propositivo, funziona benissimo l’intesa con Giaccherini sulla catena di sinistra. Segna con freddezza uno dei rigori.
EDER 6,5 – Non sarà il goleador visto nella prima parte di campionato con la Samp, ma quanto corre! L’intesa con Pellè ormai è un dato di fatto anche se stasera è mancato in zona offensiva visto anche il grande possesso palla tedesco. Anche lui termina la partita a corto di energie e zoppicante ma resta una pedina ferma per il futuro della Nazionale. Dal 108′ INSIGNE s.v. – Segna il primo pesantissimo rigore.
PELLÈ 6,5 – Giocare in mezzo a dei giganti come Boateng e Hummels non è facile ma lui ci riesce benissimo facendo valere i suoi 194 cm. Fa reparto da solo e cerca spesso il dialogo con Eder. È autore di due conclusioni: una girata di prima intenzione di sinistro che termina di un metro e mezzo lontana dalla porta di Neuer e un tiro di destro ciccato che termina in calcio d’angolo. Clamoroso il rigore sbagliato che avrebbe permesso all’Italia di calciare i successivi tiri dal dischetto con più tranquillità.
conteCONTE 10 – Il condottiero, il leader, tutto ciò che volete. Può essere antipatico ma resta un tecnico con gli attributi. È stato capace di far diventare giocatori normali fenomeni che hanno fatto sognare una Nazione intera. Ha firmato prima con il Chelsea ma da uomo vero ha rispettato tutti gli italiani mettendo grinta, sudore e anche sangue (vedi Belgio-Italia) al servizio della squadra. Lascia la panchina azzurra consapevole del fatto di aver compiuto un miracolo calcistico battendo i secondi del Ranking, i campioni d’Europa in carica e arrivando ad un passo dall’eliminare gli attuali campioni del Mondo. Scusate se è poco. Il suo più grande merito è stato quello di aver fatto riavvicinare un intero Paese alla Nazionale di calcio riportando la passione che mancava da quel lontano 2006.

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