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Non chiamateci neopromosse

Ottantamila abitanti in due, entrambe piccole realtà che non accusano sensi di vertigine stando lì, in cima ad una classifica ancora un po’ troppo abbozzata. E’ vero, il campionato è appena iniziato e all’appello mancano altre trentanove giornate, ma già dalle prime tre possiamo essere certi senz’altro di due cose: in primis che la nostra B è uno dei tornei di seconda divisione che non ha pari in Europa per bellezza e quel pizzico di pazzia, la seconda è che chi si trova al vertice di questo folle campionato darà filo da torcere a tutti e chissà, farci sognare con una nuova favola, come il Crotone l’anno scorso. Stiamo parlando di Cittadella e Benevento, le due neopromosse che si stanno facendo largo nel campionato cadetto affossando corazzate date per favorite nei pronostici, con i veneti al primo posto e i campani sorprendentemente al secondo.

I tifosi del Cittadella a Vercelli

I tifosi del Cittadella a Vercelli

CITTADELLA – Delle due è la vera e propria sorpresa. I granata sono l’esempio di come il lavoro, se sostenuto da un’importante progettualità, può dare risultati a lungo termine. Dopo aver lungamente dominato il girone A di Lega Pro lo scorso anno, hanno piazzato già un filotto di tre partite concluse con il bottino pieno dei tre punti, con nove undicesimi della formazione tipo scesa in campo l’anno scorso che si è aggiudicata la promozione in cadetteria. Il tecnico del “Citta”, Roberto Venturato, sta dimostrando una notevole maturità in panchina, sebbene si trovi per la prima volta ad affrontare un campionato così duro come la B. I nove punti finora conquistati sono conditi da altrettanti gol fatti, con una media realizzativa impressionante, tre gol a partita. Ma aldilà dei numeri, ciò che colpisce dell’undici di Venturato è la cosiddetta garra che mette in campo contro ogni avversario, dai meno temibili ma pur sempre rispettabili Ternana e Pro Vercelli, ai primi della classe, come dimostrato nell’esordio stagionale a Bari. Ah, a proposito, alla Pro Vercelli ha rifilato cinque gol. In trasferta. Sicuramente agevola il fatto che avendo cambiato poco o nulla rispetto alla starting-line dello scorso anno, meccanismi di gioco e rodaggi appaiono nettamente meno difficili da assimilare rispetto a squadre sulla carta anche più forti, ma che ancora devono trovare la quadratura del cerchio. Nel frattempo e nell’indugio, approfittano dell’occasione per accaparrarsi il posto con il miglior panorama che il campionato possiede, quello con vista sulla A.

La coreografia del Vigorito contro il Verona

La coreografia del Vigorito contro il Verona

BENEVENTO – Dopo ottantasette lunghi anni, finalmente la Strega a bordo della sua scopa volante ha varcato lo Stargate del campionato tanto agognato. Lo ha fatto preparando il vestito più bello, quelli che compri ma non hai mai l’occasione per indossarli; vuoi per sfortuna, vuoi per tante altre cose. In seguito a varie tribolazioni societarie, il patron Vigorito si è posto di nuovo al timone della sua creatura, allestendo una squadra competitiva e che a detta di molti addetti ai lavori, può aspirare a più che una semplice salvezza. Il mercato scoppiettante ha portato all’ombra della Dormiente Sannita dei talenti che se fossero in massima serie desterebbero poco scalpore, come Cragno e Falco. Proprio quest’ultimo, con Ciciretti, altro talento della cantera romanista, sta dando origine ad una coppia di folletti la quale si sta facendo largo anche tra i più grandi, senza dimenticare il bomber di categoria Ceravolo. Il battesimo giallorosso con la Spal ha evidenziato le doti offensive dei campani, ma il primo dei due esami di maturità, come li ha definiti lo stesso tecnico Baroni, ha dato consapevolezza alla squadra, pareggiando contro il retrocesso Carpi il quale ha saputo trovare il gol del pareggio solo nei minuti finali. Il secondo test, quello contro il Verona, è un primo attestato; quello di mina vagante del torneo, dopo una partita dominata seppur in superiorità numerica. Altro aspetto sicuramente importante per chi andrà ad affrontare i sanniti in casa è il fattore stadio, una piccola bomboniera con gli spalti quasi a ridosso del campo e con una tifoseria capace di trascinare i propri beniamini, in piena tradizione rispetto alle torcidas meridionali.

CAMPIONATO DEI MIRACOLI – Il 2016 ci ha riservato gran belle favole da raccontare: il Leicester vittorioso in Premier e il Crotone in B, tanto per rimanere in tema. Ma ormai di loro si sono gettatati fiumi di inchiostro, sono necessarie altre storie da raccontare e altre favole per sognare. Sperando che il buon Lord da lassù ne stia scrivendo già qualcun’altra per farci emozionare, magari proprio su loro due.

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