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Ferrero: “I tifosi della Samp mi odiano perché preferivo l’inno della Roma. Andassero a lavorare”

Senza freni. Massimo Ferrero non le ha mai mandate a dire a nessuno. Personaggio schietto, controverso, protagonista in Serie A con la presidenza della Sampdoria.

L’ex patron blucerchiato ha avuto l’occasione questa sera, di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, e non si è certamente fatto sfuggire l’occasione.

Ospite alla trasmissione Belve, andata in onda su Rai 2, Ferrero è stato messo a ferro e fuoco dalla conduttrice Francesca Fagnani. Tanti argomenti trattati, spaziando dal personale fino al suo ruolo all’interno del mondo del calcio. E proprio in riferimento a quel periodo, ha pensato bene di lanciare una vera e propria stoccata ai danni dei tifosi blucerchiati:

“Non sono stato capito dai tifosi della Sampdoria. A Marassi mi insultano perché ho detto che l’inno non era bello e che invece era bello quella della Roma. Per quel motivo hanno cominciato ad offendermi, ma io non mi sono scusato. Ma non me n’è fregato un cavolo, perché i tifosi si sentono padroni dei club, venissero a lavorare. A me la Sampdoria non l’ha regalata nessuno, “.

Massimo Ferrero Belve

Andando avanti nell’intervista, Ferrero ha parlato così del suo rapporto con il denaro:

“Il rapporto che ho coi soldi? Li rispetto, ma non mi piacciono. Ho cercato di fare soldi solo per non mettermi i pantaloni che non fossero della mia misura”. E a proposito del carcere: “Non lo auguro a nessuno, su di me sono state scritte solo ca**ate. Ma il popolo, quello che lavora, mi ama. Se mi dovessi dare un voto da uno a dieci? Undici”.

Infine, c’è stato spazio per un simpatico siparietto riguardo una mancata carriera cinematografica:

“Se avessi sfondato come attore? Avrei cancellato Castellitto”

Giulio De Pino