Il trasferimento di Zalewski dall’Inter all’Atalanta diventa un caso. Le indagini che dovrebbero partire a breve faranno chiarezza.
Se da un lato c’è una Serie A che si prepara a mandare in scena la seconda giornata della stagione 2025-2026, a cui farà seguito la sosta per gli impegni dell’Italia di Gennaro Gattuso, dall’altro c’è un calciomercato, pronto a regalare gli ultimi acuti dopo due mesi di trattative.
Un calciomercato, che com’è noto chiuderà i battenti alle 20.00 di lunedì 1 settembre, che in queste settimane ha visto ovviamente protagoniste anche le squadre del massimo campionato italiano le quali, chi più, chi meno, hanno piazzato vari colpi per puntellare i rispettivi organici.
Tra le società più attive, chiaramente, anche i vice campioni d’Italia dell’Inter, i quali, rinforzatisi nel corso dell’estate con gli ingaggi di Luis Henrique, Sucic, Bonny e Diouf e il ritorno di Pio Esposito, sono finiti al centro di un caso che potrebbe inasprirsi nelle prossime ore.
Un caso, legato al recente trasferimento per 16 milioni di euro di Nicola Zalewski all’Atalanta, che, stando a quanto emerso proprio in questi istanti, avrebbe attirato l’attenzione del Codacons, pronto a presentare una segnalazione alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Milano, e alla Procura Federale della Figc per fare chiarezza in merito a quella che potrebbe essere una plusvalenza fittizia.
Inter, scoppia il caso Zalewski: il Codacons chiede di indagare
Prelevato dall’Inter inizialmente in prestito e poi a titolo definitivo per sei milioni e mezzo dalla Roma lo scorso 23 giugno, Nicola Zalewski, com’è noto, è stato poi venduto dalla Beneamata all’Atalanta lo scorso 18 agosto per 16 milioni di euro.

Operazione, questa, che aveva fatto fin da subito subito storcere il naso a molti, per la quale ha preso ora posizione in maniera chiara e decisa il Codacons che, insospettito dall’insolito aumento stabilito dal Biscione al valore di mercato del terzino polacco, ha chiesto un’indagine attenta e meticolosa che faccia chiarezza su quello che sembra a tutti gli effetti un aumento a dir poco sproprozionato.
Nulla togliere al classe 2002, che ha sicuramente ben figurato nei suoi pochi mesi all’ombra della Madonnina, ma è chiaro come qualcosa non torni in questa situazione, visto il poco tempo da lui passato in maglia nerazzurra.
Un tempo eccessivamente esiguo che, a detta del Codacons, non giustifica in alcun modo un innalzamento del prezzo del cartellino di ben dieci milioni.
Quella concretizzata dall’Inter, ad ogni modo, è una plusvalenza chiara come il sole che solo le indagini che partiranno a breve ci diranno se è reale oppure fittizia. Lo scopriremo molto presto.