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Roma, Mourinho: “Siamo migliori del Bodø/Glimt ” e poi il commento al veleno sulla Uefa

Domani si giocherà il ritorno dei quarti di finale di Conference League Roma-Bodø/Glimt. I giallorossi avranno bisogno di recuperare il risultato dell’andata (2-1) e, per caricare i giocatori, ci ha pensato lo Special One, José Mourinho. Queste le dichiarazioni riportate dalla Gazzetta dello Sport:

Bodo Roma Conference

“Mi aspetto una partita di calcio. Che vinca il migliore e i migliori siamo noi. La Uefa? Non ne parlo. L’allenatore del Bodo? Non ne parlo. Da parte nostra c’è stato sempre fair play“.

“Non ho visto nessuno sotto tensione. In nessuna delle tre partite che abbiamo giocato. La prima è stata una sconfitta storica per noi come club e professionisti. Abbiamo avuto un comportamento esemplare nel perdere in quel modo ed avere il fair play, che definirei non normale. Noi abbiamo reagito con onore dopo quella umiliazione. Dopo abbiamo giocato due partite in più, e mai c’è stato un problema per un arbitro. Quello che è successo giovedì scorso è fuori contesto: partita e finale sono stati normali, poi c’è stato un episodio brutto ed isolato dal contesto. Noi e loro vogliamo ora solo giocare. Il mio staff troppo agitato? Una bugia che si ripete tante volte è sempre una bugia”.

All’epoca era senza soluzioni, adesso ci sono giocatori di qualità. Domani ci saranno almeno sei cambi da fare, questo vuol dire che 5 giocheranno 120 minuti. Ieri in Chelsea-Real Madrid le panchine sono state importanti“.

“Partiamo da 2-1 per loro, abbiamo bisogno di fare un gol per pareggiare, non di fare dei cambi drammatici. Non abbiamo nemmeno avuto tempo di allenare qualcosa di diverso da quello che facciamo di solito. Non ci sono sorprese tattiche da presentare. Se mi fate la domanda se abbiamo allenato i rigori, rispondo di sì. Andare ai rigori? No”.

“Mi faceva effetto l’Olimpico sempre, anche quando c’era il 50% di capienza e vedevo la gente per strada, nelle terrazze delle loro case. A me fa sempre effetto la passione della gente per il suo club. Questo succede quando i club diventano miei. Non sono nato a Milano, Roma, Madrid, Londra, ma questo è l’effetto che ti fa. In campionato non stiamo giocando per vincere lo scudetto, la gente viene per passione. È più facile essere appassionati quando si vincono dei titoli, questa è passione pura. Purtroppo non gioco, ma è il mio dovere far sentire questa responsabilità ai giocatori.